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D’Ignazio: «La Provincia di Teramo non si tocca»

3 Commenti
 29 lug 2012 

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<<Un “bravo” al sindaco Brucchi per la sua presa di posizione già da tempannunciata ed è una posizione che mi vede al suo fianco con forza>>. Parte
dall’idea condivisa di un Comitato mirato a tutelare l’esistenza della Provincia di Teramo l’analisi che, della complessa e delicata questione di accorpamenti
& abolizione delle Province, fa l’assessore comunale Giorgio D’Ignazio. <<La Provincia di Teramo non si tocca – esordisce con la passione
e la grinta che gli sono abituali -  se devono essere fatti dei tagli in questa direzione allora che questi tagli riguardino tutte le Province. In questo
modo infatti si finirebbe con l’impoverire ulteriormente un territorio, come il nostro, già provato visto che di “pezzi” sul suo cammino ne ha
persi già molti, dalla Banca d’Italia alla Caserma degli Alpini passando per gli uffici Telecom, solo per citarne alcuni e questo comporterebbe, a corollario,
un’ulteriore penalizzazione in termini di posti di lavoro sia in uffici pubblici sia in quelli non pubblici>>.
In quanto alla politica del governo Monti l’analisi di D’Ignazio è affilata: <<Non è con la riduzione delle Province, e con i tagli così come vengono
praticati che si possono raggiungere risultati importanti. Ovvio che i tagli siano necessari e questo non viene messo in discussione ma non possono
essere tagli che distruggono, di rimando, il futuro di un territorio, come sarebbe, appunto, nel caso di Teramo che dalla sua non può vantare punti di
forza come potrebbe essere, ad esempio, un porto e che subisce invece un evidente deficit ferroviario. I tagli il Governo tecnico dovrebbe pensarli
mirati piuttosto in altre direzioni quali le Ambasciate, se solo si considera che ogni ambasciatore “pesa” come minimo 400 mila euro l’anno: vale a dire
il costo di tutta una Giunta ed un Consiglio provinciale. Senza pensare poi, in proiezione, a tutto quanto è a corollario e quali siano i costi delle indennità, dai dirigenti ai funzionari, che sono superiori a quelli di un parlamentare, e poi auto e servizi vari. Ecco, tagli praticati in questa direzione consentirebbero
invece riduzioni interessanti.

Leggi l’articolo completo sul quotidiano, in edicola



3 Commenti

MARCO
10 months ago

(Reply)



Appena tocchi i “loro”posti da privilegiati,fanno mucchio,istituiscono comitati x salvare la provincia…CHE PENA!Sti signori dovrebbero stare meno dietro alle loro scrivanie,sotto il loro bel climatizzatore,chiusi nel loro mondo,piazzando parenti/amici tra un ente e l’altro,e stare forse piu’ in mezzo a NOI COMUNI MORTALI,nn solo quando serve un voto,ma anche come adesso dove,forse il PRIVILEGIATO NN SI RENDE CONTO,stiamo morendo di fame,GRAZIE anche a sperperi di soldi
pubblici come questo.FUORI TUTTE LE PROVINCE!FUORI LA “VECCHIA”POLITICA! FATEVI UN’ESAME DI COSCIENZA!- T U T T I – !
“CON I “TAGLI”alle provincie, nn si raggiungono risultati importanti”…con i nostri sacrifici invece si!MA ANDATE A CACARE.

aldo
10 months ago

(Reply)



a mio avviso le provincie vanno cancellate tutte e non alcune ,demandare tutto ai comuni e alle regioni, sono enti inutili carrozzoni creati per necessita’ politiche dove piazzare i trombati.
politici trovatevi un lavoro… vero!!!!

cittadino
10 months ago

(Reply)



le province sono serbatoi di voti.



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