Carmine Giansante e la sua segretaria Gigliola Di Michele sapevano tutto delle ragazze straniere che adescavano i clienti sulle strade della Piomba, prostituendosi negli appartamenti gestiti dalla loro agenzia immobiliare. Avrebbero inoltre continuato a riscuotere gli affitti anche dopo le richieste di chiarimenti dei proprietari preoccupati e poi dei Carabinieri che indagavano sugli affitti a luci rosse. E' la tesi sostenuta dall'accusa del pm Stefano Giovagnoni nel corso del processo "Non solo Affitti", l'inchiesta madre sul favoreggiamento alla prostituzione delle agenzie immobiliari silvarole, proseguita con altre due operazioni e nuovi arresti. Nell'ultima udienza di giovedì, il collegio del Tribunale di Teramo ha ascoltato la testimonianza del comandante dei carabinieri di Silvi, il maresciallo Antonio Tricarico (nella foto), principale artefice della disarticolazione del giro di prostituzione del "Sistema Silvi".
Il Comandante ha risposto alle domande del pm e della difesa degli imputati, spiegando le indagini condotte alla Piomba sul giro di appartamenti a luci rosse: l'identificazione delle prostitute, l'accertamento degli appartamenti presi in affitto, la comunicazione ai proprietari e alle agenzie dell'attività di meretricio. L'articolo completo sul quotidiano La Città oggi in edicola.