BancaTercas Ennesima vittoria sfuggita a fil di sirena
Guardare il tabellone domenica sera evidenziare, ancora una volta, l’ennesima sconfitta per un punto, è stato indubbiamente doloroso, dal punto di vista sportivo. Così com’è stato doloroso vedere buttar via una vittoria, dopo che, con la sua solita fantastica puntualità, Ryan Hoover aveva messo la tripla del +7 a quasi un minuto dalla fine, contando anche lo svantaggio anche di 17 punti accusato in precedenza. Doloroso è stato anche veder vanificato un Super Valerio Amoroso che ha saputo mettere sul parquet nella seconda frazione tutto quello che aveva dentro, tra rabbia ed orgoglio, e riportare la squadra a suon di triple vicina, tanto vicina a Cantù. Doloroso è stato vedere i biancorossi non riuscire a girare nel primo tempo: Peppe Poeta chiamava schemi a cui in pochi si sono attenuti, statici e “paralizzati” dall’obbligo di dover vincere. Perché è vero sì, si doveva vincere: bisognava farlo per darsi una spinta verso lidi paradisiaci che vogliono dire play-off, bisognava farlo per se stessi e per tutti i tifosi (capitolo a parte su cui personalmente preferisco sorvolare). Non è stato così, di nuovo per colpa di un finale di cui questa volta però non possiamo fare altro che assumerci le responsabilità: lasciar tirare quel mostro di Markoishvili è stato come darsi la zappa sui piedi e non ci si poteva aspettare che la fortuna spostasse i suoi tiri sul ferro, perché abbiamo già più volte avuto la prova che alla fortuna quest’anno non siamo simpatici. Tutti i dettagli sul quotidiano La Città oggi in edicola.
 
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