Non c’è solo la figlia del consigliere comunale Ezio Torelli, la figlia della segretaria del Sindaco Maurizio Brucchi, Cinzia Baldini, la segretaria dell’assessore Rudy Di Stefano o il segretario particolare dell’assessore regionale Mauro Di Dalmazio tra i 50 candidati che hanno superato la prima delle tre prove per un posto da istruttore amministrativo, categoria C al Comune di Teramo. L’elenco si allunga con altri nomi eccellenti come le figlie di uno dei due segretari in forza al direttore generale Furio Cugnini, la moglie e la cognata del braccio destro del Governatore, Massimo Di Alessandro, il figlio del funzionario dell’ufficio commercio Gaudio Falasca, la figlia di una dipendente che lavora alla segreteria dell’assessore Mario Cozzi e la segretaria dell’assessore al sociale Giorgio D’Ignazio. La curiosità tra coloro che in queste ore stanno studiando i nomi dei primi cinquanta che accederanno alla prova scritta tra qualche settimana, è tanta…sarà per questo motivo che si sono accavallate le segnalazioni via mail.
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13 nov 2011




7 Commenti
A me sembra più che giusto che le cose vadano così e che, non di certo per la prima volta o per l’ultima, il posto sia assegnato ai soliti noti.
Il motivo?
Tutti si lamentano, tutti criticano ma non abbastanza da impedire che simili episodi possano verificarsi.
In altri paesi tutti i Lor Signori sopra citati sarebbero già stati costretti alle dimissioni e considerati corruttori. In Italia, ed in particolare a Teramo, invece, no.
Forse perchè, anche chi critica, sotto sotto sta aspettando la sua occasione o il proprio turno per sfruttare le opportunità che l’attuale “sistema” offre…
Ma cosa stai dicendo? Non è affatto giusto questo schifo perchè in questa maniera le persone davvero meritevoli devono morire di fame mentre gli incompetenti bevono champagne!
Certo. Ma intanto chiedeti perchè tutti si lamentano a parole ma nessuno fa nulla “a fatti”…
Buon giorno a tutti,
mi sorge spontanea una domanda:
allora tutti i figli di…..
i cugini di…….
i nipoti di…..
insomma tutti i parenti, fino al terzo quarto grado, di…….
i figli dei dipendenti di…….
non possono partecipare a nessun concorso pubblico e devono, per lavorare, avviare una’attività in proprio……ma poi anche qui ci sarà chi dirà ” eh va bene però quello ha avviato questa attività perchè è il figlio di, il nipote di, il parente di…..”
Possono farlo benissimo. Dio non voglia che la discriminazione funzioni a contrario, penalizzando soggetti capaci e meritevoli solo perchè “figli di…” o “parenti di…”.
Quello che si critica è l’incapacità degli italiani di individuare i conflitti di interesse e astenersi da ogni coinvolgimento.
Sono sicuro che un meritevole “figlio di…” avrebbe le stesse probabilità di vincere un concorso a Teramo così come a Milano. Anzi, in quest’ultimo caso, oltre all’assoluta mancanza di qualsiasivoglia conflitto di interesse, ci sarebbe anche il minor numero i concorrenti visto che, al nord, il posto pubblico è sottopagato rispetto al costo della vita e quindi meno ambito…
Eppure, ne sono convinto, molti “figli di…” continuano a partecipare ai concorsi solo a livello locale…
VERGOGNA! Poi questi soggetti, anzi questi oggetti, sono gli stessi che si lamentano che l’Italia va male, cari l’Italia va male perchè ci siete voi lecchini raccomandati.
Compliment a “la città quotidiano” visto che è l’unica fonte d’informazione che si occupa di svelare queste porcheria a differenza degli altri!
E, soprattutto, perché fanno le prove di un concorso scaduto a novembre 2011 se non riescono ancora ad espletare le prove di quelli scaduti a dicembre 2010?!?!?